La social media strategy è una parte della “più generale” strategia digitale di una azienda ovvero del come usare il digitale per specifici obiettivi che, solitamente hanno a che fare con “voglio venderti di più”, ma non te lo posso dire direttamente… fa volgare….
Argomento complesso, e lungo, difficile da riassumere in un post, il mio intento è quindi semplicemente di fare una piccola riflessione intorno al concetto di “social media strategy”
Partiamo da questo assunto:
“I mercati sono conversazioni”
– The Cluetrain Manifesto
Nei social network avvengono delle conversazioni, pertanto sono anche “mercato” e faranno parte della strategia di marketing digitale di un’azienda.
I social possono quindi avere una importante funzione nel così detto “customer journey“, il viaggio verso l’acquisto da parte di un utente consumatore.
Peccato che SIAMO STANCHI di essere trattati dalla comunicazione d’impresa solo come consumatori, personalmente credo che sia necessario, da parte di noi addetti ai lavori, un ripensamento per abbracciare una comunicazione web accessibile, inclusiva e che pensi in primis alla comunità in cui l’azienda è inserita… del resto ricordiamoci che al di là di quello che spesso dicono startuppari e big tech, le risorse NON sono infinite!
Cosa intendono i marketers con customer journey
In due parole, l’argomento è ovviamente molto più complesso, per “customer journey” si intende, il “percorso” che il consumatore realizza tra la percezione dell’esistenza di un determinato prodotto (venduto da una determinata azienda) e l’atto finale dell’acquisto (e successive menzioni sull’articolo steso).
Ovvio che in un web (2.0) dove poche piattaforme determinano il modo con cui accediamo alle risorse web la dimensione “utenti = consumatori” è diventata onnicomprensiva ed, a mio giudizio eccessiva, è giunto il momento per abbracciare una comunicazione meno “vendita-centrica”.
Customer journey sintetico “market oriented”
Awareness → Consideration → Conversion → Retention
Customer journey etico e di lungo respiro
- Consapevolezza (contenuti informativi e inclusivi veri, trasparenti, dalla parte delle persone)
- Valutazione autonoma – autonomia (approfondimenti, testimonianze reali non solo quelle che dicono quanto siamo bravi e belle)
- Scelta libera (opzioni chiare, rispetto privacy, zero manipolazione e zero dark pattern che “guidano l’utente” – prova a cancellarti da Meta e capirai cosa voglio dire)
- Fidelizzazione responsabile (educazione e supporto = valore nel tempo)
I social possono contribuire in maniera rilevante ad alcune di queste fasi, ma è necessario avere un approccio globale devono entrare in relazione con gli altri aspetti del marketing digitale.
Credo che sia sempre più importante trovare un equilibrio tra le esigenze di “fatturato” e un marketing che è diventato invasivo, ripetitivo e di conseguenza sempre identico, che non valorizza realmente le differenze e pensa esclusivamente alla vendita nel breve periodo.
Persone non solo consumatori
L’utente deve essere al centro di qualsiasi progetto web e smettiamola di considerarlo nelle nostre landing con “offerte irrinunciabili che scadano entro le prossime 24 ore” solo come un consumatore da spennare, credo che questo marketing molto “made in USA” sia, finalmente, in discussione, da fautore di un design inclusivo credo che sia importante,
I contenuti sono fondamentali scegli contenuti che siano anche informativi e davvero utili per le persone che li leggeranno 🙂
- Per percepire correttamente l’azienda ed il suo prodotto (una comunicazione sui social network e la veicolazione di contenuti è parte della strategia digitale di promozione dell’azienda stessa)
- Nel momento in cui il consumatore decide di informarsi sul prodotto (può trovare supporto sui canali social dell’azienda)
- Dopo l’acquisto può costituire un vero e proprio ambasciatore di prodotto e “parlare bene” sui social network del prodotto stesso
E tu come la pensi? 🙂